Nichelodeon – Il Gioco del Silenzio (2010-Lizard)

Published on dicembre 7th, 2010

Avete mai giocato al gioco del silenzio? I Nichelodeon sì e decisamente bene!
La copertina, vagamente inquietante (una bambina con un cappello con le orecchie, una collanina infantile, che sarebbe anche tenera a vedersi se non fosse che non ha la bocca e ha un’espressione allarmata negli occhi con dei blocchi di pietra alle sue spalle, un uovo in equilibrio su uno di quei blocchi in un gioco di prospettive un po’ stranianti), incuriosisce non poco, spingendo i più curiosi ad aprire il disco e mettersi all’ascolto dell’ultimo lavoro dei Nichelodeon.

Dopo Cinemanemico, album live autoprodotto, tornano con Il gioco del silenzio, composto dalle versioni in studio di 4 pezzi del precedente lavoro e 8 canzoni inedite. Dodici canzoni che accompagnano l’ascoltatore per quelli che sono 78 minuti di emozioni provocate da una formazione completamente rinnovata, che spazia dai tradizionali archi e fiati (acustici ed elettrici) passando per le percussioni e arrivare agli strumenti giocattolo ed etnici.
Numerosissimi gli ospiti, non solo musicisti come Luciano Margorani, Claudio Pirro, Carola Caruso, Estibaliz Igea, Stefano Delle Monache, Antonello Raggi, Luca Olivieri e Marco Truppo, ma anche il grafico Paolo Rosset, il fotografo Andrea Corbellini e i pittori Valentina Campagni e Marco Bettegno.
Dodici tracce che si alternano tra il sussurro e l’urlo, sonorità ipnotizzanti, tonalità che trasportano in un mondo fatto di chiaroscuri e testi che fanno riflettere e che non sono decisamente semplici da ricordare dopo un solo ascolto. Opposti che si attraggono, colori contrastanti che si mescolano per creare una tinta tutta particolare e spiazzante, contrari che si bilanciano in un equilibrio tutto loro.
La richiesta fatta quasi sottovoce “Liberami dall’odio che è in me” in “Fiaba”, una delle tracce che più mi hanno colpito per l’atmosfera creata dall’incontro tra un testo surreale e suoni tanto contrastanti quanto ben amalgamati nel loro insieme. Da ascoltare assolutamente “Malamore e la Luna” (nonostante i suoi 7 minuti e 59 possano spaventare ad una prima occhiata!), traccia in cui, in un crescendo di parole e melodia, si arriva ad una sorta di quiete che sembra tanto artificiale quanto i suoni che accompagnano il pianoforte. Tutte da ascoltare non solo con le orecchie, ma con tutti i sensi all’erta per riuscire a percepire quel “qualcos’altro” che è celato oltre la semplice canzone.
Particolarissima la scelta di inserire la traccia numero 9 che rimane senza nome e che occupa 1:43 solo con una melodia martellante che ricorda un passato remoto che sembra venir fuori da pomeriggi al circo di un’infanzia mai veramente vissuta, che si conclude con voci sparse.
Un’opera a tutto tondo, accompagnata anche dal dvd “Come sta Annie?” registrato durante una performance al Bloom di Mezzago e la sonorizzazione dell’ultima puntata della celebre serie di David Lynch, Twin Peaks, di cui quest’anno ricorre il ventennale. La pittrice Ambra Rinaldo, i videomakers Marc Vincent Kalinka, Luca Cerlini, Gabriele Agresta, Andrea Butera e Frank Monopoli trasformano in immagini una musica incredibilmente trasportante, rendendo visibili e toccanti anche a livello visivo note che riescono a toccare in profondità coloro che si mettono all’ascolto e si preparano a lasciarsi andare.

(Chiara Colasanti)

Myspace

Reply

Comment guidelines, edit this message in your Wordpress admin panel