Nada – Vamp (2011 – RaiTrade Spa/Fox band)

Published on maggio 5th, 2011

Sono passati quattro anni da quel disco sanremese di tutto rispetto che era Luna in piena ed oggi Nada ritorna più in forma che mai nel panorama musicale italiano e lo fa con estrema originalità o più semplicemente con estrema personalità. É proprio lei la “vamp strampalata” che troviamo sulla copertina, autoritratta, nata un po’ per gioco tracciando quelle linee irregolari con morbide pennellate su un muro, poi fotografata e divenuta cover.

Durante l’assenza è stata impegnata in diversi progetti, il più recente quello con gli Zen Circus con “Vuoti a perdere” tratto dall’album Andate tutti affanculo. Non è nuova alle collaborazioni, la ricordiamo con Massimiliano Zamboni per esempio; le piace ascoltare la musica altrui, collaborare con altri artisti e sperimentare proprio come ha fatto con Vamp. Il produttore è Manu Fusaroli, lo stesso degli Zen Circus appunto, delle prime Luci Della Centrale Elettrica, del Teatro Degli Orrori e ciò sta ad indicare che ci troviamo di fronte ad un album del tutto innovativo anche per Nada stessa. Il disco è stato registrato tra Ferrara e i mitici Abbey Road Studios di Londra. Quello che doveva essere un normale album da studio, si è pian piano trasformato in un’opera artigianale, forgiata canzone dopo canzone dall’inventiva di Nada, puntando molto sull’elettronica. Dal ’69 ad oggi, per lei non è cambiato nulla, vive ogni momento, così come ogni disco, come se fosse unico, come se fosse la prima volta. É un’artista libera e senza vincoli, che ama mettersi in gioco senza fretta. Ha lavorato per un anno e mezzo a questo disco, non poco, ma era il tempo necessario per modellarlo secondo i suoi nuovi stampi e l’ha fatto in assoluta libertà. In quest’ultimo lavoro c’è tutta la  sua poetica visionaria, i suoi sentimenti, i suoi pensieri, tutto ciò che ha vissuto intensamente e che ha poi riprodotto attraverso gli arrangiamenti e i testi di questo disco che si lascia ascoltare con leggerezza ed intensità allo stesso tempo. Altalenante tra rock e pop, Nada ci regala perle di poesia (“Sirena” / “La febbre della sera”), dondolando in un ritmo contagioso che a tratti appare isterico (“La canzone per dormire”) e altre volte ci richiama seducente (“Chiodi”). Bellissima “Elettricità”, il cui titolo contiene già l’essenza stessa della canzone e un po’ di tutto il disco, un beat elettronico tra tic e tac. Nada, così come fa da quando aveva 15 anni, ma in maniera totalmente nuova e assolutamente contemporanea, continua a farci innamorare di lei, della sua voce e della sua straordinaria capacità di stare al passo con i tempi, non solo cronologici ma soprattutto introspettivi ed emotivi.

(Valentina Blundo)

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