Danger Mouse & Daniele Luppi – Rome (2011 – Parlophone)

Published on giugno 8th, 2011

Qui abbiamo Brian Burton (aka Danger Mouse, collaboratore di Gorillaz e Gnarls Barkley, tra gli altri) e Daniele Luppi (compositore di colonne sonore di Sex and the City e Nine, tra le altre) che si incontrano nell’afosa Los Angeles nel 2004, e si trovano subito d’accordo sul fascino e la bellezza delle musiche del Cinema italico (serie A e serie B) di 30/40 anni orsono. Perfetto.

Nel 2006 convincono niente meno che Jack “White Stripes” White (qui cinguettante in Two against One”, The Rose With The Broken Neck” eThe World”) e Norah Jones (qui bravissima in Season’s Trees”, “Black e Problem Queen”) a seguirli in un avventura musicale che coinvolgerà persino gli stessi musicisti (ora anzianotti ma in forma) che avevano personalmente partecipato alle bande sonore create da Sua Maestà Morricone e altri maestri nostrani (Ortolani, Piccioni, etc.), il tutto registrato su nastro senza mai avvalersi di computatori di qual si voglia forgia e utilizzando unicamente strumenti d’epoca(?), il tutto in una blindatissima etica di lavoro sul passato. Qui  nasce questo Rome, 15 tracce perfettamente copiate da ciò che di magistrale era già stato creato decenni prima, da talenti che se solo avessero avuto i computatori di oggi, chissà cosa ne sarebbe stato di noi.. forse questoRome” andrebbe solo ascoltato a Rome, in una tiepida serata col ponentino che ti sfiora il ciuffo, in una Via Veneto d’essai che non esiste più o direttamente su qualche set abbandonato di Ben Hur a Cinecittà, o preparando una romantica cenetta a base di spaghetti pomodoro e basilico condito da buon Chianti, in attesa della bella svedese avvicinata in Piazza di Spagna, occhialoni da sole e cappello di paglia con fiore, di un pallore lunare non mediterraneo. Avete presente i Calibro 35? A confronto vi sembreranno degli originalissimi eretici rivoluzionari insurrezionalisti musicali moderni. Della smaccata operazione lounge/aperitivistica, destinata a palchi secondari di Festival anch’essi perversi nell’etica e nell’ideologia, il pacchetto Rome prevede un sito super-cool, chissà quanti pseudo trailer di chissà quale pseudo film (d’essai?), il tutto infarcito di tanta perfezione e nessuna sostanza.

Quattro anni per realizzare, spero più per gioco e per passione che per reale spinta artistica, un album totalmente inutile e in ritardo rispetto la storia. Appena nella capitale, un tentativo di mettere in cuffia qualche brano a caso tra questi 15 (compresi gli interludi), giuro, lo farò, ma per il momento, sulla Lambretta come in osteria, in spiaggia come al supermercato, solo e sempre gli originali, quelli belli, brutti e cattivi dei veri Maestri senza computatore. E lunga vita a Lola Falana!

(Gabriele Gismondi)

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