In Italia, allo stato attuale delle cose, ci sono più band che potenziali ascoltatori. E quindi spesso alcune proposte fantastiche passano inosservate, come Orlando Manfredi (in arte Duemanosinistra). Questo giovane torinese ha messo in piedi un album di dieci pezzi, Intimo rock in bilico tra prosa e poesia, dove per poesia si intendono i testi, delicati e fantasiosi, più assimilabili alla scuola cantautoriale degli anni ’90 che a quella degli anni ’00.
Sarà anche per il timbro vocale particolare che riporta indietro nel tempo, quando ci si poteva permettere di sperimentare in italiano senza troppe paturnie, fatto sta che “Icaro Grigio” potrebbe benissimo entrare nei lettori mp3 di tutti quelli che hanno il coraggio di portarsi appresso “Voglio una pelle splendida”. Il pregio di Duemanosinistra sta nel costruire dei testi lessicalmente ricchi ed interessanti, come quello di “Portami per mano in guerra”, che si candida indubbiamente ad essere uno dei pezzi migliori del disco, grazie anche alla linea melodica che presto entra in testa e difficilmente ne esce. Ma non è certo l’ultimo episodio brillante, anzi – a dire il vero – è difficile trovare un pezzo meno valevole degli altri. “Narciso/A” è un altro pezzo prettamente catchy, senza però abbandonare la concretezza dei testi, opportunamente cesellati affinché risultino sempre funzionali al complesso del disco. “Nel tuo nome” e “Signor io” chiudono idealmente questo disco, con gli intarsi vocali più fini della musica italiana da molti anni a questa parte, e consegnano alla storia uno dei dischi d’esordio più azzeccati di sempre.
Intimi, come suggerisce il titolo, ma d’impatto, dolci con spunti amari, un album che è tutto e il contrario di tutto, ma di certo non è assolutamente il contrario di “bello”.
(Mario Mucedola)








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