Pare un disco nato dall’incrocio di sogni fuggiaschi, poeti banditi d’anima o malinconie visionarie, saggezze e profondità, identita sfuggenti che rispecchiano in modo avventuriero spazi disinvolti e senza controllo che esplodono in tutta la loro estetica tra voli perpendicolari e labirinti di stili: in poche parole un disco cui affidare tutte le tue istanze intime e recondite per poi spiccarci il volo/i voli che ti appartengono dentro.
La Distanza Della Luna, ovvero Denise Fagiolo voce e testi e Francesco Catoni composizione esecuzione e programmazione, non è un disco ed un moniker come si intende, piuttosto uno stato d’anima messo in musica puro e scevro da tutte quelle partiture che affollano – come un peculiare ecclettismo vamp – i lavori impastati di tantissime cantautrici underground che vogliono “bucare” a tutti i costi, ma una “delicatessen dream-pop” che viene a bagnare di “ altra” rugiada cantautorale l’oramai secco patrimonio di writing che va attraversando questi frangenti; c’è tutta la forma canzone bluastra dell’era Scisma che riprende colore nei vuoti nel tempo del web, cinque tracce fosche e lucenti che fanno ordine poetico nel nostro caos mediatico, che danno il senso di un’alternativa ai ricoveri virtuali e alle sexy solitudini.
Questa duo/band toscana porta con se una ricetta fantastica di rapimenti mentali e azzeramenti di punti cardinali, è nuotare in un liquido amniotico, denso e limpido di giravolte senza peso come una piega d’un libro di Calvino e più in la come trovarsi tra le nebulose dei Petramante (“Lo spazio curvo”) o di Claudia Fofi, appunto come già stato detto uno stato d’animo che prende forme o più forme, l’evanescenza gassosa dei grandi spazi (“Ursula H’x”), la confessione a viva voce proiettata su nuove direttrici (“Nella distrazione”), la ripresa pop-rock in versione eclissi oscurante (“La seduzione”) e alla fine l’infinito, il tutto da dove si parte (“La distanza della luna”), bassi, tasti di piano e dolcissime carezze di chitarra, ovvero la grande maestria strumentale di Catoni che fa da soft-motor alla Fagiolo, la guida femminile che prende i sentimenti come leve di navigazione per spiccare ogni volta un nuovo volo verso un qualcosa che mira alla luna come un fiore notturno.
Basta poco se si vuole viaggiare in solitaria a cavallo di una scia di luce dai cristalli neri, chiudere gli occhi mettendo in tasca questo disco e la distanza da Selene si tramuterà in sciocchezza.
(Max Sannella)








Comments
Grazie Max. Delle bellissime parole, della comprensione vera. Hai un passaggio per venire sulla Luna con noi : ) .