Appuntatevi bene in testa questo nome, Verily So, incollatevi al cuore questo disco senza nome e fate di questo talento di bellezza il vostro talismano musicale, la vostra personale pista di lancio per decolli mentali su altitudini e batuffoli ventosi. Il trio di Cecina (Livorno) non conosce l’economia delle emozioni, e tantomeno noi quando lo stato d’animo di chi li ascolta è sorpreso dalla portata talentuosa che esso trasporta con le sue canzoni, le sue malinconiche storie dietro quel filo folk che gattona sotto sotto come una discreta ansia d’amore tradita per una diradante nebbiolina wave.
Cantato in Inglese tanto da confonderne la vera nazionalità, il disco crea subito immensi problemi su cosa scegliere di bello; qui tutto è bello, nulla da scartare né da mettere in secondo piano, un piacere sonico da grandi numeri pronto per l’aria internazionale che emana a quattro polmoni; piacciono gli scambi di “battute” vocali tra le tre voci in controcanto, il dolce caracollare acustico di chitarre e vibrazioni tex-mex, tremoli elettrici e profondità sexy in black (“When I end and you star”) della Marialaura Specchia – voce, batteria e chitarra – e tutti questi dettagli vanno ad espandersi e respirare come mantici in un’essenzialità in bilico tra le rarefazioni dei 10,000 Maniacs di Natalie Merchant e gli Jesus and Mary Chain più introspettivi, una sana tessitura di tenerezza e qualche accenno dark che emancipano l’orecchio al lusso di un ascolto dal basso.
Funzionano alla perfezione i mulinelli soft-dark (“Summer 89”), le coralità summer of love (“Will you marry me?”), il pathos folkyes (“All I see is gray”) e il blues shouter maudit dal sapore sulfureo Caveano e per kazoo d’ordinanza (“Ballad”), stordisce il passo Tarantiniano e lo spasimo sci-fi ammansito e dolcificato (“Ordinary minds”), insomma non c’è nulla che possa sembrare - anche in un solo tentativo – bozzettismo o omogeneità compressa, tutto gira di sua propria meraviglia, tutto gira d’intesa con la capacità e la consapevolezza di aver partorito un album – da parte della band – che è una vera bellezza senza trucchi e senza inganni e che rende orgoglioso un underground italiano che con i Verily So recupera credibilità e punti da giocare in vantaggio.
“In verità è cosi” ed è una sorpresa che non ci aspettavamo minimamente.
(Max Sannella)
Myspace - Scarica gratuitamente tutto l’album con l’aggiunta di ”Idioteque” dei Radiohead, e l’ep Everyday is a D-day.








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