A due anni dall’ultimo lavoro, Nostra Signora della Dinamite, caratterizzato da melodie marcatamente pop e testi intimisti, ritorna più in forma che mai Giorgio Canali accompagnato dai talentuosi Rossofuoco, con un lavoro nervoso e diretto: Rojo.
Edito da quella fucina di talenti italiani conosciuta come La Tempesta Dischi, il nuovo album dell’ex-CSI è caratterizzato da un approccio alla scrittura ed esecuzione dei pezzi diretto e rabbioso. Si parte infatti con due pezzi di matrice quasi punk, “Regola #1″ e “Ci Sarò”, che fanno subito capire come in casa Canali sia tornata la voglia di rock. La terza traccia, “La Solita Tempesta”, è un’essenziale ballata dal testo pieno di disincanto e particolarmente emozionante nella quale Giorgio viene avvicinato dalla voce di Angela Baraldi. Dopo questo delicato intermezzo troviamo il pezzo manifesto di questo album: “Carmagnola #3″. Siamo dalle parti del rock alternativo anni ’90 con un testo incazzato quanto basta che prende di mira la classe politica in tutto il suo insieme: “E ci piace sentire la voce di un milione di persone/ una piazza di dissenso civile responsabile/ Un milione di intenzioni buone/una piazza da un milione di cappuccini/un bell’impulso per l’economia/della fottuta base elettorale/di chi vorresti se ne andasse via/ma non se ne va con i per favore/ non se ne va chi ha troppo da lasciare/ no, non se ne va con le buone…”
Il disco continua con tre pezzi che sembrano delle outtakes di Nostra Signora della Dinamite (“Controvento”, “Morire di Noja” e “Treno di Mezzanotte”) per poi tornare ancora all’aggressività dei primi pezzi con Sai Dove, altra scheggia rock d’autore. L’album va a chiudersi con altri due pezzi che lasciano un po’ indifferenti, ma è con la super-ballad “Orfani dei Cieli”, che il cantautore lascia il segno nel cuore di chi ascolta. Cinica e disillusa, questa canzone è semplicemente perfetta per la sua struttura semplice e melodica ed il testo forte, ma essenzialmente poetico: “come se avessimo bisogno di nebbia per perderci trai pensieri/come se avessimo bisogno di un altro paio di bicchieri/come se ci fosse ancora qualcosa che ci renda indegni di rispetto/come se ci servisse un motivo in più per sentire crescere questa irrefrenabile voglia di spaccare tutto/ come se fosse la prima volta che ci si innamora/ come se avessimo bisogno di imparare ancora”.
Per riassumere, il disco si attesta su alti livelli qualitativi ed è un piacevole mix degli stili compositivi di Canali (quello marcatamente rock e quello più riflessivo ed intimista di Nostra Signora della Dinamite), senza però raggiungere i livelli dei lavori precedenti del rocker romagnolo.
(Aaron Giazzon)








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