Momentaneamente fuori dai Numero 6 per poter arrivare al numero 1? Michele Bitossi, “Mezzala” (nome preso in prestito dal vocabolario popolare del grande telecronista sportivo Bruno Pizzul) ex boss dei Laghisecchi e ora personaggio primario della band dei Numero 6, si stacca dal “gruppo” e mette in piazza un suo sogno divenuto realtà, la pubblicazione di un disco tutto suo, Il problema di girarsi , dieci tracce calate in una specie di confezione di piccole sinfonie cantautorali, di intimità urbana e “sportiva” che si fanno maneggiare con invidiabile originalità e pregnanza.
Un disco facile e semplice, poche suppellettili e tanto ingegno che si ergono e sfumano dentro canzoni che si ascoltano tra un approccio senza tante sovrastrutture e un ricco rilassamento pensieroso, a metà campo, pronte per iniziare una partita qualsiasi della vita, dell’esistenza stessa; Mezzala è un narratore dotato di vita propria in qualche altra dimensione parallela, quella dei ricordi misti alla realtà che sono poi le condizioni giuste per indagare dentro quella intercapedine posta tra anima e cuore, il posto nascosto dove spiritarsi e aprirsi alle proprie voglie, alle proprie necessità.
L’artista genovese sforna un disco sciolto, liquido e scorrevolissimo, pieno di luci e dinamismi che mettono quasi fiatone tra l’orecchio e la trama, lo sport del calcio in prima linea e melodie da Fm che fanno cielo su questo piccolo campo di calcio di plastica rotonda senza pratino o tribuna, ma con tutto l’occorrente per farsi già declamare uno tra i migliori dischi “colorati” che la discografia alternativa italiana lancia sopra il grigio atmosferico in questi frangenti di “grandi diaboliche manovre”; chitarre, trombe, ritmi dancer, sinth e energia a go-go ti portano ad ottimizzare la giornata - anche se una di quelle con i testicoli rivoltati – e ricordarti quei mood anni sessanta, quelle ballatine pop-beat che ti entrano in circolo come una dolce magia giovanile (“Tempi e modi”, “Un progetto come un altro”, “Heypa”, “Stai zitta fallo per noi”) e tutto il corollario che segue sui rami sempreverdi di questa tracklist fulminante di bontà sonore.
Michele Bitossi fa goal alla sua prima partita, il suo è un bellissimo pallonetto inaspettato che arriva nell’area di giuoco della musica indipendente come un fulmine a ciel sereno; con un cognome così la cosa si fa seria: non è che vecchi ciclisti come Dancelli, Eddy Merckx o Marino Basso penseranno che il Bitossi, l’altro – acerrimo rivale – si sia rimesso in pista? Ma questa è un’altra storia scusate.
(Max Sannella)








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