Dopo un’estate segnata dalle pioggie e dai molti concerti annullati per maltempo (Villa Tempesta su tutti) arriva finalmente La Bella Estate. Un festival alla sua prima edizione organizzato dalla neonata associazione culturale bellunese che porta il nome dell’evento stesso. In una zona lontana dai grandi centri culturali della musica contemporanea quali Milano o Bologna si sono radunati per tre giorni di musica alcune tra le realtà più importanti ed interessanti della musica indipendente italiana. Aiutati da una cornice paesaggistica semplicemente stupenda si sono esibiti sul palco dieci band emergenti e non, tutte accomunate dalla voglia di sentire la loro musica propagarsi nell’aria della montagna bellunese.
La location del festival si è tenuta negli impianti sportivi di un piccolo paese di nome Gron dove sono stati allestiti palco, zone ristoro per gli spettatori assetati (non solo di musica) ed alcuni stand espositivi come quelli del brand di chitarre artigianali bellunese Begalì Guitars e de Lo Stanzone (negozio di dischi dedito alla performance live d’istanza a Feltre). Venerdì 2 settembre le danze sono state aperte dal gruppo space rock dei Maya Galattici, che hanno catturato l’attenzione del pubblico grazie a linee melodiche suadenti di matrice psichedelica altamente sognanti. Alle 23.00 circa è stato il turno dei Planet Brain, realtà consolidata nel panorama musicale bellunese. I tre di Auronzo di Cadore hanno portato sul palco del festival una scarica di elettricità dando vita ad un’intensa performance rock. Freschi della pubblicazione del nuovo EP Forecasts, la band ha saputo ipnotizzare la folla grazie alla bellissima voce del chitarrista/cantante Marcello Batelli e alle grandi doti di strumentali di tutti i componenti. A chiudere la serata sono stati chiamati in causa i Maci’s Mobile, storica band reggae bellunese apprezzata su tutto il suolo nazionale. Dopo un’ora di vibrante reggae con influenze dub, che hanno fatto saltare tutte le persone accorse, si conclude la prima serata de La Bella Estate.
Sabato 3 settembre si sono susseguiti sul palco i Dogs In a Flat di Vittorio Veneto (TV). Il gruppo caratterizzato dalla presenza di tre cantanti ha proposto il suo folk rock con grande convizione e carisma aprendo alla grande la seconda serata di musica. Alle 22.50 circa salgono sul palco i trevigiani Valentina
Dorme, vera band di culto nel panorama indipendente veneto ed italiano, che si presentano con lo storico chitarrista Paolo Carraro a dar man forte alle musiche che accompagnano i bellissimi testi cantanti da Mario Pigozzo Favero. La performance è, ad avviso di chi scrive, la migliore del festival. Il giorno dopo scambio alcune parole proprio con il frontman della band, che spende molte parole di apprezzamento per il festival e l’organizzazione tutta e rivela che i Valentina Dorme si stanno dedicando alla stesura di nuovo materiale per dare un seguito a La Carne del 2009. A chiudere la serata sono i livornesi Virginiana Miller che regalano al pubblico presente un concerto intenso e dal grande impatto sonoro. Per chi come me non aveva mai avuto modo di sentire la band toscana dal vivo è stata sicuramente una gran bella sorpresa. Ed ecco quindi finire anche la seconda giornata de La Bella Estate, tra gli applausi del pubblico per i Virginiana Miller.
Domenica 3 settembre inizia molto male a causa della pioggia incessante che si abbatte in tutta la zona del bellunese facendo temere il peggio per la serata. Gli organizzatori però, consci del rischio di precipitazioni hanno provveduto a fornire le coperture
necessarie ad artisti e spettatori per godere ugualmente dello spettacolo ed ecco che mi trovo ad assistere alla terza ed ultima serata del festival. Ad aprire le danze sono i giovani Siadefse, band electro-rock di Belluno, che combattono a suon di synth contro la pioggia che non accenna a smettere. Alle 22.00 circa è il turno della band indie rock Norman, seguiti a ruota da Unòrsominòre entrambe le band pagano il prezzo di suonare nel bel mezzo di un acquazzone (quasi) memorabile e quindi del morale quasi a terra del pubblico, che segue con troppa poca attenzione entrambe le band. Quando la pioggia sembra dare una tregua è il momento degli headliner della serata ed orgoglio tutto bellunese delle musica indipendente, Non Voglio che Clara. Band su cui sono state spese moltissime parole di elogio che è inutile ricordare, i quattro capitati dal cantante/pianista/chitarrista Fabio De Min danno il via alla loro performance con l’energia elettrica dei Sonic Youth e l’indolenza cantautorale di un Bob Dylan disilluso che li contraddistingue.
A questo punto accade il fatto che dà una svolta negativa al festival, nemmeno dopo due minuti dall’inizio dell’esibizione dei Non Voglio Che Clara si riversa su La Bella Estate un rovescio di notevole portata che costringe il gruppo ad interrompere l’esibizione ed il pubblico a rintanarsi sotto il capannone adiacente al palco. Ahimè non tutto il festival è stato baciato dalla fortuna, ma è stato soprattutto segnato da performance di altissimo livello che hanno illuminato per tre serate la tristi nottate estive bellunesi. Un grazie particolare, e qui lo dico proprio da autoctono, a La Bella Estate Associazione Culturale e a tutti gli enti locali illuminati che hanno permesso la realizzazione di questo evento unico e di grandissimo livello.
A conclusione ecco le parole di Fabio De Min, direttore artistico del festival: “La valutazione sul festival non può che essere positiva. i riscontri di pubblico sono stati ottimi e non dimentichiamoci che stiamo parlando di una provincia da sempre complicata (per il fatto di avere un bacino ristretto, per il fatto di trovarsi fuori dalle direttrici di collegamento venete e non ultimo perchè essendo da sempre orfana di eventi simili manca anche una educazione a questo tipo di manifestazioni). sicuramente il riscontro avuto testimonia come ci sia fame di eventi di questo tipo e ciò rappresenta sicuramente uno stimolo per il futuro”.
(Aaron Giazzon)
Foto: Luca Carlino – Carlo De Filippo







