Tiny Tide – There’s A Girl That Never Goes Out (2011 – Kingem)

Published on novembre 16th, 2011

Una piccola enciclopedia non esaustiva di figure femminili più o meno di culto, il tutto raccolto sotto la madre di tutte le citazioni smithsiane. Questo è in parole povere il nuovo album dei Tiny Tide, il concept alternative pop più pucci che io ricordi (anche se, va detto, la mia memoria a lungo termine fa acqua da tutte le parti).

Per chi ancora non lo conoscesse Tiny Tide è il progetto più che mai attivo di Mark Zonda, e forse a questo punto sarebbe il caso di specificare che si tratta interamente di roba italiana, se non fosse che vi basterà ascoltarlo cantare per non avere più dubbi a questo proposito.  Eppure, nonostante i brani in un inglesano che è secondo solo a quello parlato dagli Amari, il gusto di Zonda è dannatamente anglosassone e molte delle sue influenze musicali gravitano attorno all’indie-pop americano più vivace, che va da Apples in Stereo a Elf Power e Of Montreal, a cui vanno aggiunti i frizzi e lazzi anni ottanta e un po’ di sana cazzoneria a la I’m From Barcelona.
Come detto, ogni canzone di questo There’s a girl that never goes out  ha la sua musa ad ispirarlo e provare ad indovinarle tutte è un esercizio talmente divertente che ho intenzione di rovinarvelo solo un po’. Tanto per rimanere in territorio musicale, si va dalla marcetta elettro-pop di “Short Stories ‘Bout Nina” dedicata a Nina Persson dei Cardigans fino a quel gioiellino tutto sgangherato di “A Diamond For Marina” dedicata a Marina Diamandis, ma fra gli amori impossibili di Tiny Tide ci sono perfino i personaggi di serie tv come “Rachel Green” per la quale Zonda veste i panni del crooner ubriaco. Sul finale del disco c’è anche tempo per un colpo bassissimo che porta il nome di “Blinded By The Pop Stars”, brano che dall’inizio alla fine corre sul confine che divide il plagio dal tributo a “Dancing With Myself” di Billy Idol ma che è comunque godibilissimo come del resto tutto quanto l’album.

Probabilmente nessuna delle canzoni di “There’s A Girl That Never Goes Out”  vi cambierà la vita, tutt’al più vi faranno fischiettare, ma di certo non si può che provare una simpatia incondizionata per l’entusiasmo nerd a bassa fedeltà di Tiny Tide, e se proprio non ci riuscite significa che siete brutti e cattivi.

(Alberto Mazzanti)

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