Ripida è la strada verso il Paradiso – Piet Mondrian@Nuovo Camarillo (Prato) 18/11/11 – Live Report

Published on novembre 21st, 2011

La terapia d’Urtovox ha fatto bene ai Piet Mondrian, il cui nuovo album Purgatorio (Qui la recensione) è un viaggio dantesco tra i sette peccati capitali ma a ritroso, visto che inizia dal Paradiso Terrestre e finisce nell’Antipurgatorio. Un viaggio e una terapia i cui risultati si sono visti sia in studio che dal vivo. In studio, perchè i Piet Mondrian si sono presi più tempo per curare e rendere più corposi gli arrangiamenti e più evidenti le voci, aprendo all’elettronica pur rimanendo legatissimi a quell’ironico minimalismo e a quella cinica essenzialità che sono i loro tratti distintivi. E dal vivo, perchè la band ha acquisito scioltezza e accortezza, pur restando legata a un’ostentata e quasi indifferente seriosità, anche questa però condita di una robusta dose di ironia. Ma non si cerchino sorrisi e battute, quando si vanno a vedere i Piet Mondrian: Michele Baldini, voce e anima del gruppo, incarna il prototipo del nerd, mentre le sue nuove compagne di viaggio, Francesca Storai (voci e tastiere) e Valeria Votta (batteria, percussioni e basi), sono perfettamente calate nello spirito Piet Mondrian, oscure quanto basta e con quel misto di indifferenza e timidezza che è – consapevolmente – “un po’ ci sei e un po’ ci fai”, ovvero l’ironia sociopatica ma anche salvifica che i Piet Mondrian trasudano da ogni nota e da ogni atteggiamento.

Dal Nuovo Camarillo di Prato è partito il tour di “Purgatorio”: buona la prima. Raggiunto l’equilibrio tra la dimensione elettronica e quella acustica, rimescolate le influenze tra De Andrè e i Cure, dal vivo i Piet Mondrian sono assolutamente coerenti con la loro immagine e la loro musica, è non è cosa da poco, viste le pessime sorprese che capitano quando dal vivo una band vuole strafare. A loro modo, nonostante i temi dei loro testi (critica sociale feroce e accanita, ma anche forte accento sulla responsabilità individuale), i Piet Mondrian sono musicalmente rassicuranti: o li ami o non li sopporti, ma di certo non deludono. Michele Baldini e  Francesca Storai amalgamano le loro voci su un tappeto sonoro più corposo che quando ricorre di meno alle basi e di più alle capacità polistrumentali delle due ragazze dà il meglio: è una strada che si spera i Piet Mondrian aprano ancora di più. Minimalismo a parte, vorremmo sentire di più la voce di Francesca Storai (quando era nei Blume con Dario Brunori veniva paragonata a Cristina Donà), e vedere Valeria Votta (che arriva dal gruppo punk Rum & Pear) scatenarsi alla batteria: una presenza, la sua, assai incisiva e, almeno nel live pratese, forse sottoutilizzata.
E a questo punto, per capirsi meglio, bisogna parlare della dolorosa defezione di Caterina Polidori. Dopo Misantropicana e con l’ep di passaggio Carne carne carne carne (dove c’è una strepitosa versione di Accidia” migliore di quella uscita nell’album ‘Purgatorio’), i Piet Mondrian hanno cambiato formazione in fase di post-produzione del nuovo disco. Caterina Polidori ha lasciato il duo, che nella nuova line up è diventato un trio. Normale quindi che i Piet Mondrian stiano vivendo il loro ‘Purgatorio’, soprattutto live. Ora, la voce e la presenza di Caterina Polidori bilanciavano perfettamente la voce e la presenza di Michele Baldini: pur in simbiosi, c’era tra i due una differenza che faceva bene, e rimarcava ancora di più l’ironia salvifica che caratterizza una tra le band più all’osso del panorama indie italiano. Caterina era la dea e Michele il demone, la voce sottile di lei che con viso d’angelo cantava di nefandezze umane contrastava bene la profondità diabolicamente misurata  di lui, perfezione che si avverte nel nuovo disco, in cui c’è ancora Caterina, sia alla voce che negli arrangiamenti. Però, siccome non tutto il male vien per nuocere, la nuova dimensione trio riserva grosse potenzialità, soprattutto live, e al concerto di Prato le abbiamo viste tutte. Francesca Storai e Valeria Votta devono ancora dare il loro completo apporto alla band, ma la strada dal Purgatorio verso il Paradiso Terrestre è già tracciata. E se, senza Beatrice-Caterina, il Paradiso non lo visiteremo, pazienza. Vogliamo starci caldissimi, nell’Inferno in cui con Francesca e Valeria potremmo precipitare. L’importante è che Michele Baldini resti quel demone controbilanciato che era finora, e non si faccia prendere dalla tentazione di fare il Virgilio.

(David Drago)
Foto: Rudy Vaiani 

Reply

Comment guidelines, edit this message in your Wordpress admin panel