Billy Corgan con i suoi Smashing Pumpkins, o quello che ne rimane, tornano a Milano dopo tre anni dal loro ultimo show. Va bene, lo sappiamo tutti che a continuare a infierire sulle zucche prima o poi si dovevano sfasciare. Si parte da casa per raggiungere il forum di Assago con la consapevolezza che nulla è più come prima soprattutto considerando le loro ultime uscite discografiche che danno la certezza anche allo stesso Billy Corgan di poter ricevere successo solo utilizzando il buon vecchio nome Smashing Pumpkins.
Sono molte le persone come me stasera che, come fanatici religiosi, raggiungono la loro mecca per un tuffo nel passato glorioso, e le aspettative non sono state deluse. Non chiedetemi quali sono state le due canzoni di apertura del concerto perchè sono qui a scrivere con il cuore e non con la totale conoscenza del classico esperto musicale. Io le ultime fatiche in studio della band di Chicago non le ho volute approfondire, per me il concerto è iniziato alla terza track quando le note di “Starla” hanno incominciato a confondersi con le micro particelle d’aria che cariche riempivano il forum. Billy non è più incazzato, in lui regna la consapevolezza di essere ormai un chitarrista virtuoso, con le sue mosse da rock star senza neanche sudare come hai vecchi tempi, quando una canzone veniva vissuta,
urlata e presa a pugni. Dopo l’esecuzione di “Starla” si capisce che Billy vive come non mai del passato e rifila vecchie canzoni per cercare di riscaldare il pubblico milanese freddo come sempre. Il risultato si incomincia a vedere quando una dopo l’altra vengono eseguite “Geek USA”, “Muzzle” e “Window Paine”. Mancano come non mai il cinesino, la bionda e il tossico alla batteria che nonostante tutti i loro difetti hanno comunque reso potente la spina dorsale di un gruppo che ha cambiato radicalmente la storia della musica. Dopo altre due track che non conosco sul palco partono i tuoni, vibra tutto, e vibra anche il mio corpo all’inizio di “Soma” un vero inno in stile Smashing adorato dai fan che in coro cantano “So let the sadness come again”… Un putiferio. Le vecchie canzoni regnano ancora senza aver ancora ripreso le vere hit che arrivano a conclusione dello show quando MR. Billy Corgan intona “Cherub Rock” e la famosa “Tonight Tonight”.
Si spengono le luci e tutto sembra essere finito ma manca ancora qualcosa, il saluto finale che alcuni chiamano “bis”. “For Martha”, “Zero” e “Bullet with butterfly Wings” concludono un concerto a cui non puoi mancare se ti manca quello che anni fa quattro ragazzi crearono senza sapere che avrebbero cambiato una generazione.
(Alessio Basile)








Comments
C’ero anche io e la mia sensazione è che tutto è cambiato.
Non dico che sia un declino, ma la dolce sensazione del ricordo di quel che furono i VERI (a mio parere) Smashing Pumpkins è molto meglio della solitudine che mi ha dato il fatto di riconoscere solo Billy sul palco.
Sante parole!
Oltre scherzi!