Real Estate – Days (2011 – Domino)

Published on dicembre 12th, 2011

I Real Estate sono quattro ragazzi provenienti da quel giardino dell’America yuppie che si chiama New Jersey , che dopo aver accidentalmente pubblicato uno dei migliori dischi d’esordio che si ricordi provano a fare il botto già con il secondo album Days.

Sebbene i Real Estate facciano da subito pensare a dei Beach Boys più apocalittici, il primo disco ci ha insegnato che le good vibrations sono merce decisamente rara nella loro musica, ed anche per quanto riguarda la celebrazione dell’euforia estiva il gruppo ne fa volentieri a meno. E tuttavia le canzoni dei Real Estate non hanno neppure nulla che possa definirsi cupo, così come se non bastasse anche quell’altra manciata di aggettivi che mi porto sempre dietro è drammaticamente insufficiente a decifrare la piacevole sensazione che si prova ascoltandole.
Di sicuro c’è che “Days” è un disco pop, più del precedente, in cui l’esperienza garage e lo spirito dreamy si uniscono alle altre influenze che arrivano dal surf e dalla psichedelica, tracciando così i contorni di un suono tanto riconoscibile quanto difficile da definire. A farla da padrone ci sono ancora le chitarre che nota dopo nota svelano tutta la riconoscenza della band per gli Yo La Tengo mentre insistono su riff circolari dalla grande capacità lenitiva. Con “Days” i Real Estate gettano al loro passato e presente uno sguardo che più disincantato non si potrebbe, attraverso testi brevi e il più delle volte disarmanti: la voce, sommessa e diluita in una melodia deliziosa, in “Easy” canta “back when we had it so easy/i used to be so confused”. La malinconia è palpabile ma non c’è traccia di rabbia o rancori, forse che quella specie di limbo che non può dirsi metropoli e neppure periferia ha piano piano consumato molte delle energie giovanili, “I’m not ok but i guess i’m doing fine” (“Wonder Years”). E il senso del tempo per questi ragazzi è descritto perfettamente nella canzone di chiusura “All The Same”, con i giorni che seguono le notti che seguono i giorni passati magari a percorrere “Green Aisles”, ragione per cui tanto vale lasciarsi andare al fatalismo e concentrarsi sullo scrivere canzoni senza aggiungere altro.

Pur con maggiore pulizia quello nuovo dei Real Estate è un altro album narcotico ideale per buttare la testa indietro e iniziare lunghi viaggi con la mente, un altro capolavoro che non è nulla di speciale. Da queste parti la sostanziosa semplicità dei ragazzi del New Jersey è già una certezza, e per chi si preparasse ad affrontare un nuovo letargo, o per chi ne fosse appena uscito, questi dieci brani sono tutti consigliatissimi.

(Alberto Mazzanti)

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