Ginevra Di Marco – Canti, richiami d’amore (2011 – Funambulo/Luce Appare)

Published on dicembre 16th, 2011

Ginevra di Marco ha in braccio Alice, la sua bambina di pochi mesi, che guarda incuriosita giornalisti e  fotografi. E viene da pensare sia questa, in fondo, l’immagine di Canti, richiami d’amore, l’album che Ginevra e Francesco Magnelli, suo compagno d’arte e di vita, hanno presentato a Firenze, alla biblioteca delle Oblate. Il concerto di Natale, nuova nascita e speranza che si rinnova, il 22 dicembre alla Pergola di Firenze, è dunque dedicato all’anteprima del nuovo album di Ginevra di Marco, che sul palco accanto a sé ha voluto “La Scena Muta”, collettivo di musicisti indipendenti fiorentini (Martinicca Boison, Train De Vie, Pippo e i suoi Pinguini Polari e altri) che suoneranno con lei. 

Canti d’amore, quindi, in una città ferita dall’odio: la presentazione del disco càpita a due giorni dalla strage razzista che ha sconvolto Firenze e lasciato senza vita due senegalesi. L’apertura alle altre culture e alle altre musiche è da molti anni la costante del lavoro di Ginevra di Marco e Francesco Magnelli: così, ancora una volta,  la speranza risuona in quelle note, e il richiamo d’amore vive nello sguardo curioso di Alice, in braccio a Ginevra.

La musica si snoda, in questo nuovo album, fra tradizione (l’yiddish di “Tumbalalaika”, la Toscana di “Storia del 107” e “Cinquecento  catenelle d’oro”) e la canzone d’autore, quella più densa e spirituale. È un vero piacere riascoltare dalla voce di Ginevra Di Marco un brano come  “La sposa”, splendido, che Giuni Russo scrisse ispirata dal Cantico dei Cantici: un pezzo troppo poco noto e invece inno tra i più belli mai scritti, alla vita alla bellezza e all’amore. Ginevra la canta senza paura, ammette di averla scelta per la sua bellezza, non è un omaggio a Giuni Russo, della quale la Di Marco afferma di non avere mai amato troppo la perfezione: eppure, se c’è qualcuno che possa avvicinarsi al cristallo nella voce di Giuni Russo, è proprio Ginevra di Marco, che soffia via “La Sposa” perfetta, e poi si dedica a “L’ombra della luce” di Battiato (anche qui incurante della quasi irraggiungibile versione di Alice, inclusa anche nella tripla Platinum Collection che la Emi ha dedicato quest’anno alla cantautrice forlivese), a “Sidun” di Fabrizio de Andrè, a “Nuena nuena” di Avitabile: Ma torna anche alle sue radici, quando faceva parte dei C.S.I. E poi dei P.G.R, reinterpretando “Brace” e “Montesole”, quest’ultima capolavoro d’apertura, e senza dubbio l’episodio più felice dell’album.

La strada è quella già tracciata e collaudata dalla solida coppia Ginevra Di Marco-Francesco Magnelli. E nell’album c’è ancora l’apporto fondamentale di Andrea Salvadori, fedele collaboratore negli anni. É un disco sommesso eppur potente (la voce di Ginevra si spiega come un paio d’ali anche quando soffia e sussurra), un album registrato in presa diretta in due giorni e mezzo, con pochi strumenti e senza l’ossessione di correggere imperfezioni, che poi, nel caso della perfetta Ginevra, impreziosiscono. È un disco sull’amore, che parte da quello universale (“Montesole”), per chiudersi con quello tra due persone (“Cinquecento catenelle d’oro”). Nei concerti, a cominciare da quello della Pergola, la splendida voce di Ginevra di Marco canterà quel po’ di speranza che resta. Per questo, il concerto del 22 dicembre sarà dedicato a Diop Mor e Samb Modou, i due senegalesi assassinati a Firenze per odio razziale.

(David Drago)

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Comments

  1. Posted by Point Break on dicembre 31st, 2011, 11:45 [Reply]

    Che bei ricordi questo pezzo…

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