Youarehere – As when the fall leaves trees (2012 – 51beats)

Published on gennaio 4th, 2012

Sì, è proprio come intendono e dicono i suoi autori, As when the fall leaves trees, esordio discografico del trio romano Youarehere è un disco autunnale con tutti i crismi, pieno ed esuberante di quella nebbia lattiginosa che costringe – nell’accezione di calda di protezione – a metterti in un cantuccio con un plaid, serrare gli occhi sulle sue progressioni nordiche e lasciarti portarti via nelle tessiture artistiche che French Teen Idol (Andrea Di Carlo), micro (Claudio Del Proposto) e edPorth (Patrizio Piastra) impregnano di magia fredda e brillanti elettronici.

Un concept album sul viaggio, il cambiamento, le visioni, partenze ed arrivi, tutti approdi visionari dentro la malinconia profonda, l’insoddisfazione di non essere là perché si è qui, magari la scuffia di andare giù quando si potrebbe essere su, percorsi obbligati tra catene e binari che potrebbero essere tutto o niente; atmosfere electro-ambient che si muovono come perse in un salutare nuoto su un mare di liquido amniotico, impalpabile, con sottofondi vocalizzati, lontani come pensieri di balene estasiate dai battiti glitch e dalle onde lievi delle sensazioni, una purezza che esce dal guscio autoreferenziale che negli ultimi tempi ha preso troppa stoffa nel “settore” per arrivare ad una specie di subliminato di grazia e spiritualità, e tutto in poco tempo, sulla cortissima distanza di una tracklist di nove tracce.

Sound da notti insonni, con spore impazzite all’Hakan Libdo che increspano con il loro sottofondo Berlinese il sognante viatico del disco, mai una tentazione pop cialtrona a spingere una deriva disillusa e quella tenera tentazione Sigurrosiana ad alterare la cinematica subliminale che si muove intorno come una brezza che si fa ventata e così via; l’equilibrio perfetto tra armonia e sperimentazione elettronica a galla in un macro tema a legare il tutto, porta l’ascolto agli attici di quella meravigliosa mestizia che fa espandere la mente e sciogliere l’immaginazione, del resto “viaggiare” alimenta lo spirito e la fantasia, e qui dentro c’è tanta di quell’arte divinatoria che imbarazza la scelta come l’effettistica sintetica (Montevideo), i landscapes illimitati, impossibili descritti da un piano imbronciato (As when the fall leaves trees – part.1 e 2), il vuoto siderale e profondo dalla colorazione verde/bluastra (“Asyndenton) e l’infinitesimale spiraglio pop che richiama a raccolta i M83 (“Relative sweetness”), un viaggio tra nebulose terrestri/galattiche che vi farà odiare per un bel po’ la gravità che c’imprigiona da sempre.

La triade artistica degli Youarehere fa centro sin dal primo glitch e, che se anche non lascerà titoli memorabili per i posteri, nel presente in cui “si presenta” sfiora la vertigine esaltante miracolosamente fuori degli stereotipi e senza gli odiosi effetti speciali che ci sbranano per stupirci. Loro ci riescono da soli.

 (Max Sannella)

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