Provengono da Livorno e dintorni i Maraiton, protagonisti di questo interessante album: Papa. La composizione del gruppo comprende persone attive in ambito musicale già da diversi anni ed è piuttosto anomala, avendo due voci, due bassi e una batteria. La scelta delle due voci in particolare colpisce, una più rabbiosa a gridare i testi, l’altra più melodica, a volte sovrapposte fra loro. Il genere si può definire lo-fi, post-punk, wave, math, hardcore, ma al solito queste sono solo sigle che non vogliono dire nulla.
Per capire meglio questo disco, si può tranquillamente dire invece che il loro sound rimanda a riferimenti abbastanza precisi, pur mantenendo una propria originalità. In Italia vengono alla mente sicuramente Il Teatro degli Orrori (soprattutto per alcuni spezzoni di cantato alla Capovilla), e volendo essere meno banali, i Fluxus. Allargando gli orizzonti fuori dai nostri confini invece, gli Shellac su tutti e a tratti i Jesus Lizards. Durante i primi ascolti colpiscono immediatamente i testi, molto particolari, ben curati, spesso surreali e nonsense e a volte con titoli assurdi (“Mo To Seghe” per dirne uno). L’album si apre con una intro spiazzante, “Andy”, in cui viene riportato il monologo di un regista pornografico, Andy Casanova. Questo per introdurre “Sissi”, canzone che parla di una fantasia malata e violenta, un po’ alla Tarantino, in cui un ragazzo immagina di stuprare la propria fidanzata per vendicarsi di lei, di come lo ha trattato e cambiato. Molto interessante anche il testo di “Vodka”, in cui si racconta di una partita a carte all’interno di uno di quei pessimi bar coloro i quali abitano nel nulla della provincia italiana conoscono benissimo. Il finale è un po’ alla Bukowski, con ubriacatura generale, e partita che perde ogni filo logico, se mai ne avesse avuto uno.
Concludendo, la valutazione di questo disco è sicuramente positiva. La durata, più o meno mezz’ora, è ideale per questo tipo di musica. A mio avviso uno dei punti di forza sono sicuramente i testi, ottimi dal punto di vista compositivo/evocativo. Uno degli aspetti su cui il gruppo può migliorare invece potrebbe essere l’armonia fra le due voci, personalmente non sempre gradevole, anche se probabilmente è proprio questo l’effetto voluto dal gruppo. Aspettiamo quindi il prossimo disco con ottimismo, considerando questo buon esordio “Papa”.
(Eleonora Verri)








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Yes, ci voleva proprio un gruppo del genere