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SoulOfMyShoes – Ep 2011 (2011 – Autoprodotto)

By Shiver on 13th, febbraio 2012 with in Recensioni

SoulOfMyShoes (così tutto intero si scrive) è un progetto “artigianale” nato dalla mente di Davide Angiola che, ispirato dalla sua gelida Torino, ha cesellato 6 brani con la partecipazione di soli pochi amici. L’ep intitolato semplicemente Ep 2011 si veste di un pop cameristico in pieno stile lo-fi, mantenendo certe “sbavature”  che lo rendono ancor più intimo all’ascolto.


Sin dalla prima “Bon Hiver” non si fuò fare altro che lasciarsi “avvolgere” dagli accordi “rassicuranti” di chitarra, il pezzo è privo di voce e rimane in stallo senza  articolari evoluzioni per tutta la sua breve durata facendo da intro a “Isa Bluette” che partendo con un semplice arpeggio si fà mano a mano sempre più strutturata, una voce “stanca e trascinata” fa la sua comparsa, immersa in linee di basso gravi e pochi e semplici effetti; il brano si divide in due parti, con la seconda che cambia passo rallentando decisamente i tempi, colorandosi così di tinte più scure; questo ep si fà sempre più interessante e nonostante i vari richiami a band nostrane come Mice Cars e Yuppie Flu riesce a mantenere una personalità sua.
La breve “2010” sembra più che altro una “bozza” ancora incompleta con percussioni elettroniche e tastierine che fà da riempitivo e poco più; forse un pò azzardata e non proprio originalissima è invece “Propaganda”, la solita rilettura in stile Offlaga Disco Pax ma nonostante tutto la parte strumentale, in secondo piano rispetto alla parte narrativa, riesce a tenere insieme il pezzo seppur a fatica.
Fà la sua comparsa il brano più suonato in maniera tradizionale con “Inquietudine Occupazionale”, una batteria cavalca assieme ad una chitarra tra saliscendi  serpentini, rallentamenti e accelerazioni dal “sapore” malinconico che la fà sembrare una ballata alla Ronin ma dalle sembianze molto più pop. Il finale è affidato a “La piccola cooperativa artigiana” che altro non è che il naturale proseguo della già citata “Isa Bluette”, ora solo strumentale con le chitarre che vanno a sfumare lentamente. SoulOfMyShoes è un progetto ancora incompleto da tenere d’occhio e sono sicuro che ne risentiremo parlare, magari con un disco più sicuro e compiuto.

(Andrea Tamburini)

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