The slice is gone, dei perugini The Party Favors più che un progetto in fase embrionale, sa di prova compiuta a tutti gli effetti, non un semplice supporto marchingegno dimostrativo come potrebbe essere l’ultima trovata del settore chiamata Alien Body Music, ma un’evoluzione mixata e mirata a riportarci negli ambienti elettro molto godibili seppur nella loro corta tempistica, quattro tapes vivissime, vertigini hyperdeliche che sollecitano i neuroni del synthpop, robotico-mutante a fare i conti con l’energia della dance o con quella dei landscapes che corrono a fianco.
La vertigo-stunz che fa da spartiacque tra sintetico e una chitarra acustica spennata che induce ad atmosfere anni Ottanta (“Fringes and big noses”), l’acquosità placentare e aliena che scorre in sensazioni floydiane che attraversano le nebbie di Attilio Novellino o Kutin (“Here upon the Commodore”), l’onirico bypassato in vocoder e diluito sopra una tastiera e voci campionate (“Winter of my caravan”) e la finale stratificazione schizoide che colora l’ascolto come sotto la cappa del dancefloor a luci stroboscopiche (“Yes, weekend!”), sono intuizioni soniche di un certo calibro, una determinazione fulminante che dalla Perugia tutta in salita e con l’ausilio di personaggi illustri dell’ambiente come DJ Ralf, Fab MyDay, Incz e Furtherset, arrivano a trasferire la loro dimensione “altra” in remix e sperimentazioni che si sfaldano in mille sfumature per poi ricomporsi in momenti più strutturati, come in un gioco ad incastro di cui non si conoscerà mai la chiave d’accesso.
The Party Favors, dove la spazialità del suono ed il coraggio di osare sono dannatamente cool e marziane.
(Max Sannella)







