Si vabbè, è facile schiacciare qualche tasto, manipolare qualche levetta e via il gioco è fatto. Altrettanto facile è dire cavolate e seguire il pensiero pecora che da sempre circonda un genere musicale e non lo lascia mai e poi mai. Di cosa sto parlando? Mi riferisco alla musica elettronica e a tutti quei pregiudizi che la reputano una non musica troppo facile e senza anima, rispetto magari al sound più caldo della musica rock.
Sti cazzi, PlusEnsure di anima ne ha da vendere a chili, alla faccia di quei puzzolenti barboni rockettari (Si scherza, ne!?). Quello che voglio dire è che la musica alla fine è solamente un suono. Non importa se arriva da una chitarra piuttosto che da un didgeridoo australiano, quello che conta veramente è il fuoco racchiuso in quelle note che il musicista sceglie di interpretare. E cosa interpreta Mr. Ensure? Ciò che trapela dal suo genio creativo, che poi passa dalle sue dita e termina nella cassa del nostro stereo è un sound minimal underground, con risvolti a volte techno a volte noise. Sono tracce che inevitabilmente ti fanno creare immagini con il pensiero, sono quelle sensazioni che ti fanno viaggiare senza muoverti (come direbbe un cantante con le penne in testa) e soprattutto senza prendere nessun tipo di droga. Non è stato un caso se ho citato il connubio musica/immagine. L’artista in questione che debutta con il suo primo album arriva da tantissime collaborazioni dove la musica entra nel visivo e viceversa.
Doppio sti cazzi, soprattutto perchè penso che questa sia un’ottima unione che il futuro sposerà sempre di più, insomma siamo solo all’inizio di un nuovo uso della musica. Quindi signore e signori, bambini e anziani, rockettari e poppettari ecco a voi PlusEnsure.
(Alessio Basile)







