Se c’è un senso odierno nelle parole “pop d’autore” si trova anche in dischi come questo, fatti canzoni che non si sciupano o consumano mai del tutto; i pugliesi La Fame Di Camilla ritornano, a due anni da quel bell’esordio di Buio e Luce, col nuovo disco L’attesa, la nuova poesia che la band incorpora d’ipersensibilismo e melodia su canzoni senza pelle, belle, dirette di vibrazioni intense e che svelano una gradazione di maturità artistica forte anche grazie all’architettura degli arrangiamenti che ben alterna tiraggi, hooks e fluidità radiofonici come in un gioco infinito d’artigianato chic.
Dicevamo pop d’autore come quello degli amori che finiscono o di quelli che sono stati veri e grandi ma che non si trascinano, pop che fa riflettere e riflette sulle condizioni umane e quotidiane di chi aspetta l’attesa come una notte da passare, di chi aspetta che la pagina della propria vita inizi a sfogliarsi per fare posto ad un’altra e un’altra ancora, dove poter finalmente scarabocchiare sopra il proprio io e la propria essenza indipendente da tutto e tutti; l’esordio di appena due anni fa, nel 2010 diretti a Sanremo, una band che brucia felicemente le tappe, che non perde un colpo e che dimostra “l’età maggiore” in una forma tonica e melodica, pop che diventa accessorio di giornate da vivere appieno.
Canzoni fluide, di carattere popolare, tracce che si prestano volentieri al ricanto di massa e che si equilibriano tra reminiscenze di canzonieri di ieri proiettati nell’oggi, disposte a stare ai confini delle esagerazioni per formulare quell’ottimo passo delicato che è poi il gioco di fortuna che fa la differenza, necessariamente; di questi tempi non è affatto poco per un prodotto poetico che mette all’aria sentimenti sani e piccoli crucci da affrontare, il flusso wave che tinteggia “Susy e l’infinito”, il notturno pensiero che scorre in “Crescere”, la ballata a testa bassa “Astronauti”, la classicità di un amore sentito “Niente che ti assomigli”, “Un pezzo di cielo in più” e quel pensiero di combattere in avanti senza lasciarsi indebolire dalla momentanea mancanza di coraggio interiore “Rivoluzione”.
Una musica questa de La Fame Di Camilla che va fiera per i dettagli, per le emozioni che diffonde e per quel poter dire ancora, ancora come oggi suonare e cantare cose belle, evitando di frequentare paradossi e generatori di novità che si ripetono nella stessa insoddisfazione, quando invece la loro onda sonora e lirica è una condizione specifica di una certa felicità dosata e per questo vincente.
(Max Sannella)
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“Solo una scia”








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