Il primo lavoro autoprodotto dei Flug, che porta lo stesso nome del trio, è composto di quattro tracce intrise di elettronica messa al servizio di atmosfere eteree e sognanti.
La bella voce di Luciana Patullo, che è stata paragonata a Meg ma a me ricorda molto di più la Cristina Donà dei primi album “Tregua” e “Nido”, suona duttile e, per i quattordici minuti di durata dell’ep, conduce l’ascoltatore in una dimensione dolce e fluttuante, salvo bruschi risvegli dovuti alle impennate vocali presenti in tracce come la seconda, “Niente”. I testi sono interessanti e pieni di immagini, anche molto concrete (“paralizzati dalle vertigini/formicolanti su mani e piedi/che ci assalgono quando pensiamo la verità” da “Ancora qui”), che descrivono sensazioni e vissuti.
Li aspettiamo alla prova di un lavoro più lungo, che ci dia conferma delle qualità che queste prime tracce lasciano intravedere.
(Marinella Mangione)







