Le Gros Ballon – Orange (2012 – CasaMedusa)

Published on gennaio 14th, 2013

le_gros_ballon-cover2012Si aprono le porte dell’incanto, non è un parco giochi, forse sono dentro a un circo in perenne espansione, c’è un turbinio di colori e profumi, i suoni si fanno soffici. Mi sembra un sogno dolcissimo, pieno di coriandoli, un sogno che travolge, conquista, diverte e incanta. Sento le percussioni, le chitarre elettriche variamente accordate, e poi il classico pianoforte a code, riesco a vederlo fluttuare nell’aria. Il banjo mi sorride, synth, arpa, ukulele, violini danzano frenetici e le diamoniche dipingono il futuro. E ancora vedo strani oggetti liberarsi nel pulviscolo atmosferico:cacciaviti, bombolette spray, lastre di metallo, zanzare. Non so più dove sono, inciampo nelle nuvole e chiedo scusa. La libertà qui è densa, le emozioni infinite. E un immenso pallone giallo sta fermo nel cielo, mi scruta con discrezione e accenna un sorriso.

Quel grosso pallone giallo è musica e vita, e risponde al nome di Le Gros Ballon, duo delle meraviglie composto da Francesco Campanozzi e Marco Capra. Dopo aver raccolto i favori della critica italiana ed estera con l’omonimo disco d’esordio uscito nel 2010 e con il successivo EP La Nuit (CasaMedusa, 2010), e dopo aver partecipato a diverse colonne sonore, Le Gros Ballon continua il suo percorso musicale con un nuovo album, Orange. Nato sulle rive del Lago di Bolsena, dove il duo si è ritirato per creare le prime improvvisazioni, il disco è stato poi arrangiato e completato nello Studio CasaMedusa di Milano. Attivi da diversi anni, ed oltre ad aver diviso il palco con artisti del calibro di John De Leo, Bachi da Pietra e Comaneci, i nostri si sono cimentati con la produzione di una colonna sonora per il mediometraggio ‘Ciao Italia – storie di italiani a Berlino‘. E con questo nuovo capitolo che potremmo definire musica cinematografica, ci troviamo di fronte a una fantasia di pastelli sospesa a mezz’aria in cui emozione fa rima con divertimento, incorniciata perfettamente nelle illustrazioni di un ispiratissimo Alessandro Fiori. Grazie ai maestosi sottotitoli, le storie dipinte in quest’opera organica in due parti, suggeriscono mondi sognanti, visioni delicate di scenari eterei e morbidissimi: Scappa finché sei in tempo, l’alta marea non fa prigionieri questa notte o ancora Riesci a ballare sull’acqua senza bagnarti?. E consigli come Non ti addormentare questa notte, aspetta almeno la seconda marea donano uno speciale gusto a un disco dalla carica immaginifica infinita. Su come cercammo rifugio in un salice piangente e trovammo solo gusci vuoti per coprirci si narra in ”In A Sea Of Jujubes”, zuccheroso scintillio di campanelli e arpeggi. Quattro minuti di pura maestosità.

Da Yann Tiersen all’avant hop dei Cinematic Orchestra con incursioni divertite nella world music, Orange è un disco non-disco, basandosi primariamente su un’improvvisazione celestiale e fanciullesca che fa leva sulla parte più emozionale del suono costruendo atmosfere sospese tra giocosità folk e malinconia minimale. Un ascolto prezioso e brillante che sembra volerci ricordare l’importanza dello stupore, dell’essere sempre bambini di fronte alla vita. Perché forse è vero che chi sogna non muore quasi mai.

 (Beatrice Pagni)

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