Ninnananne in solitario, fresche e ombrose. Come un novello Brahms, Andrea Vascellari in arte Lullabier, confeziona un pezzo di natura sonora dall’ampio respiro nordico. Alberi altissimi, per un bosco che è un polmone umano pulsante emozioni. Sette tracce che si abbracciano candide, in una specie di suite cantautoral-folk. Questo è Fitoterapia, nuova fatica di Lullabier uscito a inizio novembre per Oltrelanebbiailmare: poche note di chitarra, parole simbolo, e un’armonia solitaria e pacata per chi oltre all’ascolto desidera l’immaginifico. E come puntualizza lo stesso Lullabier ”si tratta di un concept-album di 33 minuti e 33 secondi. Un concept di quelli veri, come si facevano una volta (non un album a tema come quelli che vanno di moda oggi). Affronta il problema della chiusura in se stessi, attraverso il racconto metaforico di un uomo che abbandona la società civile per andare a vivere in solitudine nel bosco, scoprendo troppo tardi che la stessa natura umana porta alla socializzazione. E’ un’opera coesa, scritta e registrata nell’arco di pochi mesi, e influenzata dall’ascolto di molta musica ambient: ho cercato trovare un giusto equilibrio tra slowcore marziale, folk malinconico, field recordings e drones a dimostrazione, se ce ne fosse ancora bisogno, che chi ha ragione non ha bisogno di gridare”.
Il cd, in edizione limitata di trecento copie, viene venduto in una splendida confezione cartonata a quattro pannelli; ogni copia è numerata a mano e contiene una foglia proveniente dai boschi del Nordest. Il rimando a una natura silenziosa e quasi dormiente crea una sorta di evanescenza mista a sogno che rende il disco una vera perla di slow-core acustico orgogliosamente cantato in italiano, sottovoce e con grazia. Come graziosi sono gli arpeggi e i riverberi umidi di rugiada che si incontrano in questa elegante mezz’ora di fiaba sonora che concilia e medica le piccole o grandi ferite dell’animo umano. Già, proprio un farmaco: la fitoterapia infatti rappresenta in assoluto la prima forma di medicina utilizzata dall’uomo, come cura e prevenzione della malattia mediante la somministrazione di farmaci a base naturale. I farmaci fitoterapici quindi contengono principi attivi derivati esclusivamente dalle piante o da associazione di piante. “Fitoterapia” narra il valore della riflessione e il senso di comunione con la natura in un percorso introspettivo ricco di sfumature e soffuse cadute. Impalpabili carezze acustiche, tipiche di quel drone-folk che tanto deve a Rivulets e Mark Kozelek. E l’immersione nella natura lontano dal resto dell’umanità sembra suggerire una re-visione delle nostre abitudini, del nostro quotidiano così caotico e fumoso.
Alla ricerca dell’essenziale, lontano dalla folla, lontano dai palazzi. Sembra quasi di sentire un Brian Eno in cerca di risposte su se stesso e sul mondo, completamente incentrato sul concetto di comunione con se stessi e con la natura, come un attuale San Francesco che così si confessa in ”Stagioni”: ”Al buio aspetterò una nuova fioritura, dormendo con gli animali, cercando altri colori. Quando i grilli cantano e ogni grappolo è maturo, Sirio brucia testa e gambe degli uomini stanchi. Foglie cadono ancora, cambierà qualunque chioma: il fine sta nel principio, e ogni inizio è una fine”. La fitoterapia di mastro Vascellari ha curato ogni male e ci ha lasciato un pezzo di bosco. Basta guardarsi dentro al petto e respirare forte.
(Beatrice Pagni







