Il Fieno – I Bambini Crescono ep (2013 – Autoprodotto)

Published on febbraio 6th, 2013

ilfieno-cover-ep2013Già con il primo Ep avevano incuriosito, i quattro de Il Fieno. “Chetamina” e “Latito”, sbarcati sul portale di MTV, furono i singoli che attrassero di più l’attenzione. Poi, lo scorso novembre, un nuovo singolo,  “Amos. Togli il male come l’Oki”, con la partecipazione di quel genio dell’ex Soerba Luca Urbani, ha irresistibilmente anticipato il secondo ep, I Bambini Crescono.

Un disco da cui sono state estratte due vere perle: se per il primo singolo Il Fieno ha puntato, vincendo, sul featuring di Luca Urbani, per il secondo la band fatto una scelta coraggiosa e bellissima: “Vincenzina e la fabbrica”, capolavoro di Enzo Jannacci, brano che non era affatto facile reinterpretare. Primo: perchè Jannacci è un mostro sacro e ha uno stile con cui è molto difficile confrontarsi. Due: perchè  rendere contemporaneo un pezzo come “Vincenzina e la fabbrica”, che Jannacci compose per il film di Monicelli “Romanzo popolare” del 1974 e inserì nell’album “Quelli che…” del 1975, era una bella sfida. Il brano era già stato reinterpretato da Mina nel 1977  (“Mina quasi Jannacci”) e da Luca Carboni nel 2009. La prima con la sua consueta bravura interpretativa ne fece un pezzo lentissimo, struggente, tragico. Il secondo una noiosissima ballata roca che faceva venir voglia di riascoltarsi immediatamente la versione originale. Invece questo pezzo meritava una decisa rinascita, e Il Fieno c’è riuscito. Omaggio non solo al genio di Jannacci ma anche all’attualità di un testo che parla – diolovoglia- di operai (cantiamola a Taranto!), di una ragazza che si fa il culo in fabbrica e del fatto che “la vita giù in fabbrica non c’è, se c’è… com’è?”. Il Fieno rilegge il capolavoro di Jannacci con la dura sensibilità dei difficili nostri anni e ne fa un pezzo, rock, secco e deciso, di un’aspra morbidezza, disilluso più che mai, dolce e spietato al tempo stesso: da brividi.
Grazie anche alla bella voce di Gabriele Oh, che è anche l’autore dei testi degli altri quattro brani che compongono l’ep (gli altri de “Il Fieno” sono Alessandro V, Momo Riva e Edoardo Frasso). Brani che, nonostante abbiamo l’ingrato compito di reggere il confronto con i due singoli estratti, che sono i pezzi migliori del disco, convincono ugualmente per la melodia accattivante sostenuta da testi importanti e da un ritmo pop-rock quasi dance che rende estremamente piacevole l’ascolto. Se “Amos” è una preghiera laica dedicata un ragazzo di vent’anni che sta crescendo senza idee di futuro e certezze (e l’oki che toglie il male sottolinea la tristezza del rifugio artificiale contro ogni dolore), tutti gli altri brani raccontano la difficile età dell’adolescenza nel secondo decennio degli anni Duemila. Un passaggio all’età adulta, tra You Tube, i social network e la vita reale,  che Il Fieno descrive come “la piccola guerra personale che ogni ragazzo si trova a dover combattere, contro il mondo intero ma prima di tutto contro se stesso”.

Prodotto e registrato da Simone Momo Riva presso il TdEStudio di Aosta, “I bambini crescono” è un ep musicalmente “a presa rapida” e però spesso di significato (“morire liceali per non diventare professori”, in “L’adolescente”, brano che chiude l’ep): basta dunque un piccolo passo in più per rendere tutto all’altezza di “Amos” e “Vincenzina e la fabbrica”, il cui video realizzato in stop motion, utilizzando ben 738 diapositive disegnate dall’illustratrice Sylvia K, già al lavoro con Amanda Palmer, è un altro, ulteriore gioiello.

(David Drago)

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(scarica gratuitamente L’adolescente)

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