Marta Sui Tubi – Cinque La Luna e Le Spine (2013 – BMG/Tamburi Usati)

Published on marzo 5th, 2013

marta-sui-tubi-cover2013Non hanno vinto San Remo però sono stati sicuramente tra i pochi partecipanti alla 63esima edizioni del Festival a mettere in scena all’Ariston musica vera, nata non per i palati stucchevoli dei followers sanremesi, ma musica con la M maiuscola. Purtroppo anche i “buoni” devono campare e quindi la comparsa dei Marta sui tubi nella città dei fiori è servita soprattutto per lanciare al meglio il loro nuovo album, Cinque la luna e le spine uscito il 14 Febbraio. 

Dopo aver girato in lungo ed in largo la penisola, alternando secret concert a concerti da grandi platee, grazie al successo dell’album precedente Carne con gli occhi, e le collaborazioni con il compianto Lucio Dalla, Gulino e soci cambiano marcia e tentano di aprire il loro sound  a nuovi orizzonti commerciali, senza però stravolgere quella che da sempre è la forza della band Siciliana. Il nuovo lavoro composto da 11 brani tra cui anche “Vorrei” e “Dispari”, brani presentati in anteprima al Festival della canzone Italiana, si presenta come soluzione di continuità evolutiva rispetto a quanto di buono i Marta erano riusciti a creare finora. Canzoni capaci di parlare alla testa al cuore alla pancia e ad ogni parte dell’organismo in grado di recepire stimoli ed emozioni. L’originalità e le sfumature variopinte del suono e dei testi è ancora fedele a se stesso e in “Cinque la luna e le spine” lo si ritrova, a dispetto di chi quando ha sentito che i Marta sui Tubi avrebbero preso parte al festival già pensava al tradimento dei principi sani della loro musica che ha sempre stupito piacevolmente chi ha saputo seguirli dall’ormai lontano Muscoli e Dei.
Giunti al loro quinto disco come si evince dal titolo dello stesso, la band sembra avviarsi definitivamente a prendersi il proscenio della musica rock/alternative italiana, ed essere collocati finalmente tra gruppi che ormai di questa scena ne hanno tracciato le linee guida e la storia. Elasticità vocale, padronanza degli strumenti, virtuosismi mai fine a se stessi, poesia lirica, capacità di giocare con le emozioni, l’ironia e l’attualità, sono gli ingredienti della ricetta artistica che intreccia i brani del nuovo album in una cornice ormai consueta per il gruppo ovvero l’antiomologazione della forma-canzone. “La ladra” è uno dei picchi massimi della loro capacità cantautorale seguito a ruota da “Tre, Grandine” e dalle tracce ”Vorrei” e “Dispari” che sul disco rendono molto di più rispetto all’esibizioni effettuate a San Remo dove la pomposità dell’orchestra ha forse svilito un po’ la musica senza regola dei Marta. Tuttavia  fare una selezione tra gli ascolti è impossibile, perché gli 11 brani dell’album sono da ascoltare dal primo all’ultimo tutti d’un fiato, e alla fine schiacciare nuovamente il tasto play.

Una menzione però va fatta a  Polvere sui Maiali” e “Vagabonhome”, quest’ultima perché è la chicca del disco visto che troviamo i Marta in un insolita versione British che calza bene alla vocalità dell’istrionico Gulino mentre l’altro pezzo va citato perché come final track è il giusto epitaffio di un album ricco in modo ecumenico di contenuti. Illuminati non è la parola esatta ma è la prima che viene in mente, vedesi anche dotati e geniali.

                                    (Marco Iannella)

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